
Prospettive per le band emergenti a Cerignola
Un percorso che accompagnerà Cerignolaviva dentro al mondo musicale
Cerignola - sabato 19 settembre 2015
16.05
A volte si comincia nello scantinato del batterista, altre volte in un box, preso in affitto a pochi euro al mese. La passione che spinge i giovani musicisti a effettuare ore e ore di prove spesso estenuanti, però, è sempre la stessa. Un sogno che si esprime attraverso le vibrazioni di una chitarra, o il suono martellante di una tastiera, o gli acuti del vocalist.
A questo punto, è lecito chiedersi: l'impegno profuso da questi ragazzi viene effettivamente premiato? Viene data la giusta visibilità alle giovani band emergenti?
Per rispondere a questa domanda, abbiamo chiesto aiuto al chitarrista Nunzio Franchina, uno degli organizzatori del Cerignola Rockfest, tenutosi il 25 agosto scorso e che, alla sua prima edizione, ha ottenuto un ottimo riscontro.
"Lo spazio dato alle giovani band lo reputo, purtroppo, inesistente. E' tremendo da dire, ma è così. Il movimento musicale cerignolano è andato sempre più verso il dimenticatoio col trascorrere del tempo, anche a causa della scarsa considerazione che si dà alla musica. Basta fare un confronto con le altre città in ambito musicale. Siamo senza dubbio indietro. Fino a 7-8 anni fa, band di ogni genere musicale riempivano i locali e le strade della nostra città, era quasi impossibile non trovare il locale che offriva musica live. Da quando si è smesso di dare la giusta rilevanza alla musica, il numero di band è drasticamente diminuito, così come i ragazzi che si avvicinano a essa", afferma il musicista attualmente militante negli Off Topic.
"Le cause possono essere molteplici", continua Franchina. "Indubbiamente, le sonorità e gli interessi dei ragazzi sono cambiati, un sound o un qualsiasi fattore di tendenza che piaceva fino a 10 anni fa ora può passare tranquillamente inosservato o creare addirittura fastidio. Credo, tuttavia, che non si possa fare neanche una questione di genere o tendenza, perché questo calo ha interessato tutte le sfaccettature musicali, dal rock al pop, al jazz e persino nel mondo dei popolarissimi dj. Sembra a dir poco paradossale: la città che ha ospitato Mascagni, che ha dato i natali a Pasquale Bona e ai più contemporanei Mikelangelo Loconte e Piero Monterisi, totalmente afona e incapace di mostrare le proprie abilità in campo musicale".
Quale può essere, pertanto, la soluzione a questo problema?
"L'idea migliore è far susseguire più live possibili. Piccoli e grandi artisti, di ogni genere e di ogni provenienza, contest, festival, etc. Per garantire più spazio alle band emergenti bisogna creare attenzione sul fenomeno, e quale modo migliore se non la musica stessa! Si possono creare anche laboratori che coinvolgano i ragazzi delle scuole e forniscano loro gli strumenti per sviluppare una buona cultura musicale, o magari collaborare con le scuole di musica della nostra città per dei corsi collettivi. Le idee sono tantissime, basta cimentarsi e voler fare", conclude il chitarrista.
La speranza, pertanto, è che in futuro possa essere dato maggiore spazio ai giovani musicisti locali, anche perché é solo attraverso il live che il musicista emergente prende dimestichezza con il palco e con il pubblico, condizione essenziale per un'auspicata crescita artistica che coinvolga quanti più talenti del nostro territorio.
A questo punto, è lecito chiedersi: l'impegno profuso da questi ragazzi viene effettivamente premiato? Viene data la giusta visibilità alle giovani band emergenti?
Per rispondere a questa domanda, abbiamo chiesto aiuto al chitarrista Nunzio Franchina, uno degli organizzatori del Cerignola Rockfest, tenutosi il 25 agosto scorso e che, alla sua prima edizione, ha ottenuto un ottimo riscontro.
"Lo spazio dato alle giovani band lo reputo, purtroppo, inesistente. E' tremendo da dire, ma è così. Il movimento musicale cerignolano è andato sempre più verso il dimenticatoio col trascorrere del tempo, anche a causa della scarsa considerazione che si dà alla musica. Basta fare un confronto con le altre città in ambito musicale. Siamo senza dubbio indietro. Fino a 7-8 anni fa, band di ogni genere musicale riempivano i locali e le strade della nostra città, era quasi impossibile non trovare il locale che offriva musica live. Da quando si è smesso di dare la giusta rilevanza alla musica, il numero di band è drasticamente diminuito, così come i ragazzi che si avvicinano a essa", afferma il musicista attualmente militante negli Off Topic.
"Le cause possono essere molteplici", continua Franchina. "Indubbiamente, le sonorità e gli interessi dei ragazzi sono cambiati, un sound o un qualsiasi fattore di tendenza che piaceva fino a 10 anni fa ora può passare tranquillamente inosservato o creare addirittura fastidio. Credo, tuttavia, che non si possa fare neanche una questione di genere o tendenza, perché questo calo ha interessato tutte le sfaccettature musicali, dal rock al pop, al jazz e persino nel mondo dei popolarissimi dj. Sembra a dir poco paradossale: la città che ha ospitato Mascagni, che ha dato i natali a Pasquale Bona e ai più contemporanei Mikelangelo Loconte e Piero Monterisi, totalmente afona e incapace di mostrare le proprie abilità in campo musicale".
Quale può essere, pertanto, la soluzione a questo problema?
"L'idea migliore è far susseguire più live possibili. Piccoli e grandi artisti, di ogni genere e di ogni provenienza, contest, festival, etc. Per garantire più spazio alle band emergenti bisogna creare attenzione sul fenomeno, e quale modo migliore se non la musica stessa! Si possono creare anche laboratori che coinvolgano i ragazzi delle scuole e forniscano loro gli strumenti per sviluppare una buona cultura musicale, o magari collaborare con le scuole di musica della nostra città per dei corsi collettivi. Le idee sono tantissime, basta cimentarsi e voler fare", conclude il chitarrista.
La speranza, pertanto, è che in futuro possa essere dato maggiore spazio ai giovani musicisti locali, anche perché é solo attraverso il live che il musicista emergente prende dimestichezza con il palco e con il pubblico, condizione essenziale per un'auspicata crescita artistica che coinvolga quanti più talenti del nostro territorio.