
Il 4 aprile a Cerignola Torneo della Memoria delle Vittime Innocenti di Mafia
I partecipanti saranno coinvolti in un quadrangolare di calcetto nel ricordo di Domenico Martimucci
Cerignola - mercoledì 2 aprile 2025
10.23 Comunicato Stampa
Si svolgerà il prossimo 4 Aprile a partire dalle ore 17.00 presso il Centro Educativo "Diorama" (Via Vico V Addolorata, 79 a Cerignola) il 1° Torneo della Memoria delle Vittime Innocenti di Mafia, organizzato dalla Cooperativa Sociale "Charlie fa surf", la Cooperativa Sociale "Pietra di Scarto" e la Caritas Diocesana di Cerignola - Ascoli Satriano in collaborazione con il Coordinamento Provinciale di "Libera contro le mafie".
Protagonisti dell'iniziativa saranno le bambine e i bambini che frequentano i diversi Centri Educativi della città: il Centro educativo "Diorama", gestito dalla Cooperativa sociale "Charlie fa surf"; Centro educativo "Padre Pio", gestito dalla Cooperativa Sociale "Padre Pio"; il Centro educativo "Don Bosco", gestito dall' APS " I sogni di Don Bosco"; il Centro educativo "Don Antonio Palladino" gestito dalla cooperativa "Nuova Alba". I partecipanti saranno coinvolti in un quadrangolare di calcetto nel ricordo di quei nomi letti lo scorso 21 Marzo in occasione della XXX "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie" svoltasi a Trapani e che ha visto la partecipazione di oltre 50.000 persone.
Momento di grande importanza sarà rappresentato dalla testimonianza di Lea e Maddalena Martimucci, sorelle di Domenico Martimucci, calciatore di 27 anni di Altamura, ucciso il 1° Agosto 2015 dopo 5 mesi di agonia per le ferite riportate in seguito ad un attentato dinamitardo avvenuto il 5 Marzo, mentre si trovava in una sala giochi, e organizzato dalla mafia locale come ritorsione nei confronti del proprietario del locale.
"L'iniziativa – raccontano gli organizzatori – nasce per ricordare a tutte e tutti noi che la memoria delle vittime innocenti di mafia è memoria collettiva e che dire quei nomi vuol dire prendersi una responsabilità, riportare a pieno tutta la vita che li ha riempiti. E' bellissimo poter vivere iniziative come queste aggregando le bambine e i bambini che riempiono i centri educativi della nostra città, che sono avamposti di educazione e bellezza, nella certezza che loro non sono il nostro futuro, ma il nostro presente".
"La scelta di raccontare la storia di Domi (come lo chiamano gli amici) serve a ricordarci ancora una volta come nella visione mafiosa ci può essere solo dolore e morte, oltre che nessuna speranza. Domi era un calciatore, un ragazzo di 27 anni, un fratello e un figlio, che la violenza mafiosa ha strappato alla sua famiglia e a tutti noi. E' necessario ripartire dai suoi sogni, dalla sua gioia di vivere per continuare a costruire speranza e futuro nella costruzione di una comunità che sappia essere corresponsabile e orientata alla giustizia sociale. Per questo ringraziamo Lea e Maddalena per il dono della loro testimonianza che sarà prezioso proprio in questo senso". L'iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza.
Protagonisti dell'iniziativa saranno le bambine e i bambini che frequentano i diversi Centri Educativi della città: il Centro educativo "Diorama", gestito dalla Cooperativa sociale "Charlie fa surf"; Centro educativo "Padre Pio", gestito dalla Cooperativa Sociale "Padre Pio"; il Centro educativo "Don Bosco", gestito dall' APS " I sogni di Don Bosco"; il Centro educativo "Don Antonio Palladino" gestito dalla cooperativa "Nuova Alba". I partecipanti saranno coinvolti in un quadrangolare di calcetto nel ricordo di quei nomi letti lo scorso 21 Marzo in occasione della XXX "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie" svoltasi a Trapani e che ha visto la partecipazione di oltre 50.000 persone.
Momento di grande importanza sarà rappresentato dalla testimonianza di Lea e Maddalena Martimucci, sorelle di Domenico Martimucci, calciatore di 27 anni di Altamura, ucciso il 1° Agosto 2015 dopo 5 mesi di agonia per le ferite riportate in seguito ad un attentato dinamitardo avvenuto il 5 Marzo, mentre si trovava in una sala giochi, e organizzato dalla mafia locale come ritorsione nei confronti del proprietario del locale.
"L'iniziativa – raccontano gli organizzatori – nasce per ricordare a tutte e tutti noi che la memoria delle vittime innocenti di mafia è memoria collettiva e che dire quei nomi vuol dire prendersi una responsabilità, riportare a pieno tutta la vita che li ha riempiti. E' bellissimo poter vivere iniziative come queste aggregando le bambine e i bambini che riempiono i centri educativi della nostra città, che sono avamposti di educazione e bellezza, nella certezza che loro non sono il nostro futuro, ma il nostro presente".
"La scelta di raccontare la storia di Domi (come lo chiamano gli amici) serve a ricordarci ancora una volta come nella visione mafiosa ci può essere solo dolore e morte, oltre che nessuna speranza. Domi era un calciatore, un ragazzo di 27 anni, un fratello e un figlio, che la violenza mafiosa ha strappato alla sua famiglia e a tutti noi. E' necessario ripartire dai suoi sogni, dalla sua gioia di vivere per continuare a costruire speranza e futuro nella costruzione di una comunità che sappia essere corresponsabile e orientata alla giustizia sociale. Per questo ringraziamo Lea e Maddalena per il dono della loro testimonianza che sarà prezioso proprio in questo senso". L'iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza.